Culla per la vita

Tg 3 Rai regionale del 7/07/2012, ore 14.00

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La possibilità di partorire in anonimato in ospedale e di non riconoscere il figlio non sempre è nota alle donne che per difficoltà psicologica, sociale ed economica non sono in grado di potersi prendere cura del proprio figlio.

La culla per la vita è una struttura in cui le madri possono lasciare il neonato in completo anonimato e in assoluta sicurezza per il piccolo.

La disponibilità di un presidio come la culla per la vita consente infatti di :

- evitare l'abbandono indiscriminato che mette a repentaglio la sopravvivenza del neonato, tutelandolo ed assicurandogli il diritto alla vita
- prevenire ed evitare risoluzioni estreme che negano il diritto alla vita, tutelando anche il diritto di chi "genera" a riconoscere o meno un figlio


Caratteristiche del presidio

Il presidio culla per la vita è situato in prossimità dell'ingresso per autovetture della Clinica Mangiagalli dell'Ospedale Maggiore Policlinico di Milano .

La struttura è in muratura ed costituita da un vano con accesso diretto all'esterno del complesso ospedaliero (foto 1) e collegato, attraverso un piccolo disimpegno, con il cortile interno dello stesso (foto 2).

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Foto 1: accesso esterno alla "culla per la vita"   Foto 2: accesso alla "culla per la vita"dal cortile interno della Clinica Mangiagalli

La culla per la vita è dotata di diversi sistemi di controllo e sicurezza che interagiscono tra loro per il corretto funzionamento.

In corrispondenza dell'accesso esterno alla struttura, è presente una tapparella automatica termoisolata, un citofono di comunicazione collegato con la sorveglianza ed un pulsante di comando (foto 3, foto 4) ; con la pressione del pulsante di comando viene attivata l'apertura della tapparella che consente l'accesso al vano al cui interno è presente la culla.

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Foto 3, foto 4: Citofono e pulsante di attivazione della tapparella per accesso alla culla

 

Nel vano che costituisce la struttura della culla per la vita sono presenti:

- una culla termica, posizionata in corrispondenza dell'apertura della tapparella, sempre collegata all'impianto elettrico e quindi mantenuta a calore costante - una culla termica da trasporto, provvista di un sistema di monitoraggio della saturazione di ossigeno (saturimetro), che deve servire a trasportare il neonato presso l'area di Terapia Intensiva-Terapia Intermedia (foto 5)

- un sistema di condizionamento che mantiene una temperatura costante all'interno del vano

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Foto 5: Culla termica e Culla da trasporto con saturimetro

 

 

Il posizionamento del neonato all'interno della culla è reso possibile a seguito dell'attivazione dell'apertura della tapparella automatica da parte di chi abbandona.

A seguito dell'attivazione dell'apertura , la tapparella rimane aperta per circa un minuto, dopodiché se non ci sono movimenti di introduzione del neonato all'interno, si chiuderà automaticamente ed il sistema sarà pronto per un'altra apertura.
Se viceversa viene rilevata l'introduzione all'interno della culla del neonato, non appena viene liberata, la tapparella si chiuderà immediatamente mettendo al sicuro in un ambiente termicamente adeguato il neonato.

Una volta che la tapparella è chiusa ed al suo interno è presente il neonato, una successiva pressione del pulsante esterno non permetterà , per ovvi motivi di sicurezza l'apertura della tapparella.

Subito dopo la chiusura della tapparella viene inviata una segnalazione tramite combinatore telefonico digitale GSM con un messaggio di testo SMS ed un messaggio vocale preregistrato ai numeri preposti al prelievo del neonato (telefono medico di guardia , telefono terapia intensiva neonatale , portineria Clinica Mangiagalli) i quali se non interverranno entro un tempo di sicurezza prestabilito di 10 minuti verranno avvisati da un allarme acustico.

L'interno della culla è costantemente videosorvegliato da un controllo remoto tramite una telecamera con verifica in ogni momento della presenza o meno di un neonato all'interno.

Il medico neonatologo di guardia, ricevuta la chiamata e verificato attraverso i monitor di sorveglianza presenti nell'area di Terapia Intensiva che l'attivazione dell'allarme corrisponde ad un effettivo abbandono di neonato, accompagnato da un infermiere in servizio, recupera la borsa da trasporto e la chiave di accesso al vano della "culla per la vita" presente in Terapia Intensiva

Nel caso in cui l'attivazione dell'allarme non sia seguito da effettiva collocazione di un neonato nella culla, il medico o l'infermiere si reca sul luogo per effettuare comunque un controllo e per disattivare l'allarme. Al termine delle operazioni di recupero del neonato, per riabilitare la culla a riceverne un'altro.

In caso di effettiva presenza di un neonato, il medico e l'infermiera della Terapia Intensiva prestano la prima assistenza ed effettuano le prime manovre rianimatorie che si dovessero rendere eventualmente necessarie, considerando di trasferire il prima possibile il neonato mediante l'apposita culla da trasporto comunque presso il reparto di terapia intensiva-terapia intermedia per gli accertamenti e le cure del caso.

Il neonato verrà ricoverato seguendo la procedura adottata per il neonato non riconosciuto e , non appena possibile in relazione all'ora di abbandono del neonato, verrà attivitato il servizio sociale per i provvedimenti di competenza.

 

 

INAUGURAZIONE CULLA PER LA VITA
20 Novembre 2007

 

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